L' Isola - Giglio Castello - Giglio Porto - Giglio Campese - Storia
Isola del Giglio... mare e costa
Due ore e mezzo sono sufficienti per compiere tranquillamente il periplo
dell’ isola con una piccola imbarcazione. La costa è molto frastagliata e
disseminata di calette. L’ acqua è talmente limpida che sembra di poter toccare
il fondale immergendovi un braccio, anche quando si tratti di metri di
profondità. Qua lo yacht non serve. L’ ideale sono le piccole barche che possono
essere tirate a riva in ogni momento. Non si percorrono cento metri senza che ci
sia la possibilità di attraccare in un’ insenatura più o meno grande, ma sempre
bella ed invitante.
Partendo dal Porto con la prua diretta a Nord-Ovest, doppiata la Gabbianara e
il Lazzaretto, si raggiunge la graziosa cala sabbiosa dell’ Arenella. Poi,
continuando oltre Radice e la Calbugina, dopo la Punta del Morto incontriamo il
faro del Fenaio. Si doppiano altre punte e si arriva a Sparavieri, dove una
scogliera granitica levigata scende dolcemente al mare. Poi, ecco il Campese,
con la sua grande spiaggia; quindi, oltre il Faraglione e lo Scoglio di Mezzo
Franco (nell’ omonimo bosco che sovrasta la costa c’è un allevamento di
mufloni), si giunge alla cala dell’ Allume, dove una montagna alta circa m. 150
fa da tetto a chi vi si ferma. Più avanti incontriamo la scogliera del Corvo,
che tra le sue pieghe nasconde una piccola grotta. Poi incontriamo Pietrabona.
Là sopra, sul poggio omonimo e sull’ attiguo “Serrone”, si produce il vino più
buono di tutta l’ isola. Dopo un po’ il faro di Capel Rosso ci avverte che siamo
giunti all’ estrema punta Sud. Ora la prua è diretta verso la Cala degli Alberi;
superate questa e Punta Torricella, si può approdare alla dorata spiaggetta
delle Caldane, o, più avanti ancora, a quella più ampia delle Cannelle.
Da qui occorrono ancora dieci minuti per rientrare al punto di partenza. Dal
Campese fino alla Cala degli Alberi non c’è una sola casa, e pochissime se ne
vedono dall’ Arenella al Campese. E’ la mecca degli appassionati di sport
subacqueo, che, a loro agio, si avventurano in mille anfratti, riscoprono
fondali brulicanti di vita sottomarina e, se hanno fortuna, possono imbattersi
in enormi pesci luna che non disdegnano di lasciarsi fotografare. Squadre di sub
s’ incontrano per l’ intero corso dell’ anno. D’ inverno sono soprattutto
sportivi dell’ Europa del Nord che qui, oltre alla libertà di muoversi e alla
cortesia dei Gigliesi, sanno di trovare ancora il sole e il clima mite.
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