L' Isola - Giglio Campese - Giglio Porto - Storia - Mare & costa
Giglio Castello
Costruito sulla sommità del monte ritenuto più inacessibile, il Castello fu
cinto di mura, che poi furono completate e rafforzate dai Granduchi di
Toscana. Vi si contano dieci torri, delle quali sette sono a semicerchio e tre
rettangolari. Vi si entrava da una sola parte (ora accesso principale) dove
tre cancelli chiudevano altrettante porte. Quello che chiudeva la porta più
interna era robustissimo. Fino a tutto il 1859 restava chiuso nelle ore notturne
e nessuno poteva uscire. Tale provvedimento, scrupolosamente osservato, era stao
preso per prevenire i furti campestri. Oggi il Castello è meta turistica
d’obbligo per chiunque approdi all’Isola, perchè è proprio il Castello che dà al
Giglio la sua personalità, la sua singolarità. Quassù, tra l’altro, è
particolarmente piacevole godersi la frescura nelle chiare serate estive. Lo
hanno scoperto subito i turisti, che, dopo una giornata di mare, vengono qui a
rinfrescare la loro pelle assolata.
Il Castello è intersecato da vie molto strette, spesso sormontate da
archi ai quali si apppoggiano i muri delle case frontali. Si notato molti
“balzuoli”, ossia scale esterne che rendono accessibili le case dei piani
superiori. Era ritenuto il modo più semplice per accedere a proprietà diverse;
la costruzione di scale interne avrebbe ridotto ulteriormente i già esigui spazi
di molte case. Ogni casa aveva la cantina, dove venivano conservati i prodotti
campestri. Nella maggior parte dei casi, affiancata alla cantina, c’era la
stalla dell’asino, per secoli unico mezzo di trasporto e unico ausilio nei
lavori dei campi.
Il gigliese è molto attaccato al suo scoglio. Dovunque egli vada,
qualunque professione egli eserciti, la sua meta resta l’ Isola. Tornare qui per
lui rappresenta il rientro nel grembo materno. Solo qui ritrova se stesso, qui
dove da sempre si vive a dimensione di uomo.
Come tale egli tiene molto alle tradizioni e non manca mai agli appuntamenti
più importanti. Il “portolano” fa di tutto per essere presente ogni dieci Agosto
per la ricorrenza del Patrono del Porto, S. Lorenzo. Altrettanto fa il
“castellano”, per il 15 Settembre, S.Mamiliano, patrono del Castello. Un po’
meno il “campesaio” per la ricorrenza del suo patrono, S. Rocco, 16
Agosto.
Al Porto si svolge il tradizionale palio marinaro dove le contrade si
contendono il primato di abilità remiera, cimentandosi in una appassionata gara
su pesanti gozzi con quattro remi ed un capo-voga, nello specchio di mare
antistante il paese. Seguono, tra l’altro, canti tradizionali, il ballo in
piazza ed i fuochi artificiali. Al Castello la festa dura una settimana circa.
Sono tipici il “palio dei somari”, la sagra del coniglio selvatico e la
quadriglia in piazza. Chiude, anche qui, uno spettacolo pirotecnico. E’ una
settimana in cui l’ ambrato e robusto vino ansonaco scorre ad ettolitri. Le
cantine diventano i templi della festa. Qui l’ allegrezza diventa euforia, gioia
di vivere, esplosione di voci e di canti accompagnati da una fisarmonica o da
una chitarra.
|