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Giglio Campese
Ultimo a nascere come centro abitato, il Campese costituisce, oggi,
l’insediamento turistico più importante dell’ Isola. Lo si deve alla sua ampia
spiaggia e alla incantevole baia, cui fanno da sentinelle un caratteristico
faraglione e la meravigliosa torre medicea. I venti che spirano da Sud, che
qui giungono alle spalle dalla valle dell’ Allume, rendono il golfo palestra
ideale per le tavole a vela e per le piccole imbarcazioni a vela. La sua
esposizione ad ovest dà ai bagnanti il piacere di godersi la spiaggia fino
all’ultimo raggio del sole, che qui recita ogni giorno il suo ultimo atto
regalando agli astanti stupendi tramonti.
Non c’è macchina fotografica o cinepresa che non abbia puntato i loro
obiettivi su tanto spettacolo. La torre: la prima pietra fu messa il 2
gennaio 1670. Fu presidiata la prima volta nel 1705. Il suo primo castellano fu
Antonio Maglioni e l’ ultimo il tenete Girolamo Biondi. Fu disarmata nel 1861;
aveva: 20 cannoni, 1 mortaio, 19 spingarde, 11 tromboni, e 47 tra picche e
spuntoni.
La meridiana: dopo il primo decennio del secolo comparve al Giglio, sul
“Corsaro”, nave di sua proprietà, Enrico De Albertis, nobile genovese,
stravagante giramondo, il quale, acquistata la torre del Campese, decise di
trattenersi qui per qualche tempo. Durante la permanenza strinse amicizia con
Giuseppe Pini detto “Tutto d’un pezzo” e, prima di ripartire, volle fargli un
omaggio. La sua originalità gli fece pensare ad una meridiana e la realizzò
proprio sul fronte dell’abitazione del Pini. Andata distrutta col tempo, tale
opera è stata ripristinata nel 1982. Il faraglione è il simbolo del Campese
più di quanto lo sia la torre. L’uno e l’altra sembrano due parentesi che
racchiudono un tratto di costa diversa da tutto il resto.
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